Viviamo tempi grami: oltre ai soliti problemi, tipo lavoro, mutui&finanziamenti, la 3° settimana, il caro-bollette etc etc, negli ultimi mesi stiamo scoprendo che le pratiche allegrotte di alcuni squali della finanza d'oltre oceano stanno minando l'intera economia mondiale. E noi, che gli unici titoli che possediamo sono quelli scolastici e che in banca abbiamo lo stipendio giusto il giorno in cui viene versato, perchè il giorno dopo già è sparito, abbiamo dovuto prendere coscienza del fatto che un mutuo sub-prime (di cui oramai siamo tutti edotti) a New Orleans può costarci la nostra villetta di periferia. Perchè? E' l'economia globale, ci spiegano i vari soloni esperti analisti finanziari...E certamente hanno ragione, il che però non riduce il senso d'ingiustizia per cui gli errori finanziari di un Paese debbano costare anche al resto del Mondo; lo chiamano "turbo-capitalismo", neologismo che non vuol dire nulla e che serve solo a non dover ammettere il fallimento sia etico (ma già si sapeva) che economico (e questa è una novità) del capitalismo come ideologia.
In questo caos, facile sarebbe "perdersi" e mandare tutto in vacca; ma per nostra fortuna c'è ancora qualcuno in grado di reggere il timone di questa barca altrimenti alla deriva. E costui è il papa (lo scrivo appositamente con la minuscola, da "mangiapreti" quale sono..!) . Non è mia intenzione fare ironia, nè tantomeno offendere la sensibilità religiosa di chi vede nel papa una figura sacra ed intoccabile. Intendo solo riferirmi ad esso come persona ed in quanto capo di una comunità che è uno Stato a tutti gli effetti (seppur atipico).
Il papa, in un suo recente discorso, ha preso atto della crisi economica e richiamato i credenti ai veri valori, che sono quelli spirituali e non quelli economici: perfettamente condivisibile. Concordo un pò meno, da laico, sul fatto che senza dio non ci sia giustizia morale: esiste anche un'etica non religiosa, e sfido chiunque ad argomentare l'inferiorità dell'etica laica nei confronti di quella cattolica.
Ma il punto è un altro, e precisamente è la contraddizione tra le parole e la condotta. Per i dettagli tecnici rimando alla lettura de "La questua" di C. Maltese, ma grossomodo il concetto è questo: la chiesa spende in "rappresentanza" gran parte dei sui introiti (solo 1/5 del totale, come si evince dal documento finanziario della Cei, viene destinato ai poveri); il "ceto alto" (vescovi, cardinali..) vive esattamente come i suoi corrispettivi del mondo della politica e della finanza.
La chiesa gestisce alberghi, resort, scuole, ha una propria banca centrale (ma questo è normale); su tutte queste attività gode dell'esenzione dell'ICI e di altri sgravi fiscali (ma l'esenzione sarebbe prevista SOLO per i luoghi di culto); a ciò va aggiunto l' "8xmille", con un sistema che crea disparità nei confronti delle altre confessioni (l'8xmille non espresso viene assegnato alla confessione con maggiori preferenze). Un sistema complessivo di rapporti Italia-Vaticano che, andando ben oltre le intenzioni del Concordato del 1984, crea un sistema di privilegio, così evidente da essere sub iudice da parte dell'Unione Europea.
In passato, la chiesa ha vissuto varie "ondate moralizzatrici" dal suo interno, movimenti che puntavano sulla povertà degli uomini di chiesa, rispettando così i dettami di Gesù Cristo agli Apostoli. Rappresentante di quesa corrente, purtroppo minoritaria e perdente, fu San francesco, e, in tempi più recenti, solo papa Luciani ha sostenuto che la chiesa doveva privarsi dei suoi ingenti beni materiali. Papa Ratzinger, al contrario, ha ribadito più volte la necessità e la giustezza del potere temporale.
Come sempre, il problema è morale: tu, che rappresenti una guida, mantieni intatta la tua valenza etica se ti comporti al contrario di come sostieni debba comportarmi io, umile peccatore? Il dilemma riguarda in primis i credenti, è ovvio, ma riguarda tutti noi per via degli stretti legami Stato-chiesa, che vedono il primo in netta sudditanza.
Liberissimo quindi il papa di richiamare i fedeli ad una vita più spirituale, ma abbia anche l'accortezza di porre fine ad uno stato di cose interno che ha come primo effetto proprio quello di togliere valenza alle parole del suo più eminente rappresentante.
martedì 7 ottobre 2008
lunedì 29 settembre 2008
Gli alti destini del Sindaco Condottiero.
Forse pochi lo sanno, ma ci sono "realtà locali" del Nord che possono fregiarsi d'eccellenze che Roma Capitale non ha mai avuto la fortuna di possedere.
Abbiamo già parlato, in queste pagine, del Sindaco di Cantù, un pò di quello di Milano: donne eccellenti che guidano sicure le loro comunità. Mai un'indecisione, mai un ripensamento: dritte alla meta. E' la dimostrazione che le donne, in specie quelle del Nord, sono superiori agli uomini (del Nord e non solo)?
Forse sì..e forse no. L'operato del Sindaco di Verona, Flavio Tosi, oltre a sancire la suddetta superiorità del Nord sul resto, incrina anche la prospettiva di donne più capaci degli uomini. Insomma, Tosi non ci stà, e risponde colpo su colpo alle iniziative delle sue illustri colleghe.
Ripercorriamo brevemente le sue gesta: il Condottiero Padano viene eletto a furor di popolo, ma eredita una città devastata dalla precedente Amministrazione di centro-sinistra sia sotto il profilo economico che sotto quello sociale. Immigrati, culatoni, checche dei centri sociali impazzano in città, costringendo quei galantuomini di destra e padani a rifugiarsi in pochi ambienti nascosti e inviolabili. La Resistenza della destra è affidata al circolo culturale Brigate Gialloblù, che si esibiscono quasi ogni domenica presso lo stadio cittadino, vera roccaforte della cultura sana ed identiaria di Verona. Ma questa nicchia ai veronesi veri non basta: si sogna la riscossa ed i tempi sono ormai maturi. E difatti, il 07/06/2007 il Condottiero vince le lezioni per il Sindaco e subito comincia a lavorare per ripristinare la legalità in città.
I suoi risultati sono molteplici, e arduo sarebbe elencarli tutti: possiamo ricordare alcuni spunti che danno un'idea, anche se semplicisticamente, della caratura dell'illustre personaggio. Uno dei suoi primi atti, è stato quello di restituire i giusti spazi alla cultura cittadina partecipando alla marcia dei circoli di estrema destra; poi ha varato iniziative per il decoro della città con le ordinanze dette "anti-bivacco", che sono state applicate in maniera equanime (cito due casi ad esempio: 1) bambino [veronese] di 4 anni multato perchè mangia un panino. La mamma protesta e il Condottiero condona la multa; 2) studentessa pugliese [terrona] multata perchè mangia un kebhab [islamico]: la multa non viene condonata, ovviamente) ; ed infine, anche in un caso tragico, come l'omicidio di un giovane veronese ad opera di 5 ragazzi, il Sindaco Tosi ha sottolineato il vero nocciolo della questione: i 5 assassini non erano di Verona, ma dei paesini in provincia. Applausi! Ah, un'ultima cosa: Tosi ha rimosso dall'ufficio del sindaco la foto del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in quanto gli è "impossibile riconoscersi in un presidente comunista (e per di più terrone)": e come dargli torto?
Comunque, e veniamo al vero motivo per cui oggi dedico ben volentieri questo spazio al Condottiero Padano, questo sindaco è anche modesto, e quando lavora, e lavora bene, non sbandiera ai quattro venti il suo operato: che modestia! Per questo motivo mi prendo io l'onore di raccontare le sue ultime gesta: l'illustre Tosi ha giustamente deciso di vietare l'orrida Bandiera della Pace durante una manifestazione per la suddetta organizzata dai Padri Comboniani, vero nucleo storico del PCI, in quanto simbolo dell'estrema sinistra. Solo schifosi comunistelli potrebbero vedere del male in questo atto e gettare fango sull'onorabilità di una persona che non ha avuto problemi a marciare con dei violenti circondato da simbili emblemi di morte, mentre vede il pericolo in una bandiera riconosciuta a livello planetario come simbolo della Pace in un corteo organizzato da uomini di chiesa.
Lunga vita al Condottiero!
Ps: "errare umanum est, perseverare diabolicum" dicevano i Latini: i veronesi saranno capaci di rinnovargli il mandato?
Abbiamo già parlato, in queste pagine, del Sindaco di Cantù, un pò di quello di Milano: donne eccellenti che guidano sicure le loro comunità. Mai un'indecisione, mai un ripensamento: dritte alla meta. E' la dimostrazione che le donne, in specie quelle del Nord, sono superiori agli uomini (del Nord e non solo)?
Forse sì..e forse no. L'operato del Sindaco di Verona, Flavio Tosi, oltre a sancire la suddetta superiorità del Nord sul resto, incrina anche la prospettiva di donne più capaci degli uomini. Insomma, Tosi non ci stà, e risponde colpo su colpo alle iniziative delle sue illustri colleghe.
Ripercorriamo brevemente le sue gesta: il Condottiero Padano viene eletto a furor di popolo, ma eredita una città devastata dalla precedente Amministrazione di centro-sinistra sia sotto il profilo economico che sotto quello sociale. Immigrati, culatoni, checche dei centri sociali impazzano in città, costringendo quei galantuomini di destra e padani a rifugiarsi in pochi ambienti nascosti e inviolabili. La Resistenza della destra è affidata al circolo culturale Brigate Gialloblù, che si esibiscono quasi ogni domenica presso lo stadio cittadino, vera roccaforte della cultura sana ed identiaria di Verona. Ma questa nicchia ai veronesi veri non basta: si sogna la riscossa ed i tempi sono ormai maturi. E difatti, il 07/06/2007 il Condottiero vince le lezioni per il Sindaco e subito comincia a lavorare per ripristinare la legalità in città.
I suoi risultati sono molteplici, e arduo sarebbe elencarli tutti: possiamo ricordare alcuni spunti che danno un'idea, anche se semplicisticamente, della caratura dell'illustre personaggio. Uno dei suoi primi atti, è stato quello di restituire i giusti spazi alla cultura cittadina partecipando alla marcia dei circoli di estrema destra; poi ha varato iniziative per il decoro della città con le ordinanze dette "anti-bivacco", che sono state applicate in maniera equanime (cito due casi ad esempio: 1) bambino [veronese] di 4 anni multato perchè mangia un panino. La mamma protesta e il Condottiero condona la multa; 2) studentessa pugliese [terrona] multata perchè mangia un kebhab [islamico]: la multa non viene condonata, ovviamente) ; ed infine, anche in un caso tragico, come l'omicidio di un giovane veronese ad opera di 5 ragazzi, il Sindaco Tosi ha sottolineato il vero nocciolo della questione: i 5 assassini non erano di Verona, ma dei paesini in provincia. Applausi! Ah, un'ultima cosa: Tosi ha rimosso dall'ufficio del sindaco la foto del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in quanto gli è "impossibile riconoscersi in un presidente comunista (e per di più terrone)": e come dargli torto?
Comunque, e veniamo al vero motivo per cui oggi dedico ben volentieri questo spazio al Condottiero Padano, questo sindaco è anche modesto, e quando lavora, e lavora bene, non sbandiera ai quattro venti il suo operato: che modestia! Per questo motivo mi prendo io l'onore di raccontare le sue ultime gesta: l'illustre Tosi ha giustamente deciso di vietare l'orrida Bandiera della Pace durante una manifestazione per la suddetta organizzata dai Padri Comboniani, vero nucleo storico del PCI, in quanto simbolo dell'estrema sinistra. Solo schifosi comunistelli potrebbero vedere del male in questo atto e gettare fango sull'onorabilità di una persona che non ha avuto problemi a marciare con dei violenti circondato da simbili emblemi di morte, mentre vede il pericolo in una bandiera riconosciuta a livello planetario come simbolo della Pace in un corteo organizzato da uomini di chiesa.
Lunga vita al Condottiero!
Ps: "errare umanum est, perseverare diabolicum" dicevano i Latini: i veronesi saranno capaci di rinnovargli il mandato?
Le Parche di Massa.
Dire chi vincerà il Mondiale di F1, a tre GP dal termine, è arduo. Hamilton ha 7 punti di vantaggio, ma sono pochi.
La gara di ieri è stato qualcosa d'incredibile, non solo per la rivincita di Alonso (a proposito, forza Renault!!!!), ma soprattutto perchè un errore umano ha restituito all'anglo-caraibico quello che gli era stato scippato in precedenza.
La gara di Massa, e della Ferrari in generale, non si spiega in altro modo: è difficile giustificare una somma di errori, incompetenze, circostanze fortunate al momento giusto se non vedendo in tutto questo la mano del destino. Destino che più che "cinico e baro" è stato galantuomo come solitamente lo è il Tempo, ed ha restituito alla McLaren ciò che già era suo.
Devo ammetterlo: per Massa mi dispiace, sia come uomo che come pilota; non è bello vincere per le sfighe altrui, e lo è ancor meno vincere nei tribunali. Il brasiliano lotterà sino alla fine, questo è certo, e gli auguro di arrivare lì dove se lo merita: secondo ad un soffio da Hamilton.
La gara di ieri è stato qualcosa d'incredibile, non solo per la rivincita di Alonso (a proposito, forza Renault!!!!), ma soprattutto perchè un errore umano ha restituito all'anglo-caraibico quello che gli era stato scippato in precedenza.
La gara di Massa, e della Ferrari in generale, non si spiega in altro modo: è difficile giustificare una somma di errori, incompetenze, circostanze fortunate al momento giusto se non vedendo in tutto questo la mano del destino. Destino che più che "cinico e baro" è stato galantuomo come solitamente lo è il Tempo, ed ha restituito alla McLaren ciò che già era suo.
Devo ammetterlo: per Massa mi dispiace, sia come uomo che come pilota; non è bello vincere per le sfighe altrui, e lo è ancor meno vincere nei tribunali. Il brasiliano lotterà sino alla fine, questo è certo, e gli auguro di arrivare lì dove se lo merita: secondo ad un soffio da Hamilton.
venerdì 26 settembre 2008
Capitali coraggiosi.
Tanto in Italia quanto nel Mondo, da un pò di anni a questa parte è salita agli onori della cronaca una figura particolare, quella dell'Amministratore Delegato (AD).
Ovviamente non stiamo parlando del normale AD di una qualsiasi azienda, bensì di quegli uomini straordinari, di talento riconosciuto, che vengono chiamati (spesso dalla politica) a salvare i destini d'importanti aziende nazionali.
Vediamo, per prima cosa, alcune peculiarità di questa figura:
1) l'AD detta l'operato dell'azienda; praticamente ne è il capo, pur non avendo sborsato un solo centesimo per ciò che gestisce;
2) può sedere in più CdA (Consiglio d'Amministrazione), e ciò comporta che può essere nel CdA di una "controllata" e della sua "controllante";
3) il suo stipendio non è legato all'andamento dell'azienda, e spesso la rescissione anticipata del contratto gli frutta sostanziose buonuscite.
Il vero recordaman nostrano è Cimoli. Costui qualche anno fa venne chiamato a salvare Trenitalia, e bisogna dire che fece un gran lavoro: le stime parlano di 1,5mld di € di PERDITE durante la sua gestione. Al termine del suo processo di "salvataggio", l'eroe Cimoli incassò stipendio e sostanziosa liquidazione. Durante il 2° Governo Berlusconi, visto i meriti acquisiti sul campo, venne posto dell'Unto dal Signore in persona alla guida della claudicante Alitalia ("Vi darò il miglior dirigente d'Italia", disse lo psico-nano alla dirigenza della compagnia di bandiera). Era il 2004. Anche qui l'operato del Prescelto ottenne risultati incredibili! Alitalia, che già florida non era, vide sprofondare ulteriormente i suoi conti; il tutto per via delle scelte dell'AD, un AD totalmente incapace di pensare al benessere dell'azienda piuttosto che al suo.
In questo caso, ancora più grave di Trenitalia, la buonuscita per Cimoli, prevista dal contratto PER OGNI caso di rescissione, era di 8mln di €. Questi soldi, grazie a Spinetta, non sono ancora stati pagati al genio dei fallimenti, che comunque per i 17 giorni lavorati a Gennaio 2007 ha percepito ben 130.000€ (circa)!
Ma la cosa che più mi fa schifo di questa vicenda, come di altre analoghe, è che il fallimento economico dell'azienda peserà solo sui lavoratori (perchè perdono il posto) e sulla collettività (cassa integrazione, disservizi, aumento dei costi, riduzione dell'offerta etc..). Nell'indecorosa vicenda di Alitalia, il Governo ha sbagliato tutto il possibile: si è intromesso nel mercato a fini elettorali; ha esercitato continue pressioni sul Commissario straordinario Fantozzi ribadendo che eventuli compagnie straniere avrebbero potuto avere al massimo una quota di minoranza; ha colpevolizzato piloti e sindacati, come se il fallimento della compagnia fosse colpa loro; con un decreto OVVIAMENTE NON PUBBLICIZZATO (nessuno ne parla...) ha previsto un "salvacondotto" per la dirigenza (Cimoli in primis) che non dovrà tirare fuori un € per i danni che ha combinato, e che, con tutta probabilità, manterra posto di lavoro e stipendio (magari con un bell'aumento-premio).
Non bisogna essere dei geni (o dei comunisti) per rendersi conto dell'insanità di questo modo di agire. Con i recenti fallimenti negli USA, il Congresso ieri ha messo in discussione una legge che impedisca ai top-manager (ma serebbbe più corretto chiamarli "top-ladrer") d'involarsi con la cassa dell'azienda che hanno gettato sul lastrico. Insomma, nella patria del capitalismo lo stato sancisce (sperando che la legge venga approvata e poi non elusa nella pratica) che i costi del fallimento di un'azienda vengano pagati anche da chi, in sostanza, li ha provocati, e non solo dai lavoratori.
Ci arriveremo mai anche noi? Ovviamento no! Quando copiamo gli USA (che per buona parte della nostra classe dirigente costituiscono il Verbo) lo facciamo solo per le cose che ci convengono..
Chiudo dando un suggerimento al Premier-cazzaro: la Società Ponte sullo Stretto si avvia già verso la passività (anche se fin'ora i lavori si sono limitati all'acquisto di parte dei terreni necessari e alla posa dei due piloni [uno in Sicilia, l'altro in Calabria] che indicano l'inizio e la fine del Ponte), quindi perchè non anticipare i tempi e nominare AD Cimoli? Poveraccio, è pure disoccupato al momento!
Ovviamente non stiamo parlando del normale AD di una qualsiasi azienda, bensì di quegli uomini straordinari, di talento riconosciuto, che vengono chiamati (spesso dalla politica) a salvare i destini d'importanti aziende nazionali.
Vediamo, per prima cosa, alcune peculiarità di questa figura:
1) l'AD detta l'operato dell'azienda; praticamente ne è il capo, pur non avendo sborsato un solo centesimo per ciò che gestisce;
2) può sedere in più CdA (Consiglio d'Amministrazione), e ciò comporta che può essere nel CdA di una "controllata" e della sua "controllante";
3) il suo stipendio non è legato all'andamento dell'azienda, e spesso la rescissione anticipata del contratto gli frutta sostanziose buonuscite.
Il vero recordaman nostrano è Cimoli. Costui qualche anno fa venne chiamato a salvare Trenitalia, e bisogna dire che fece un gran lavoro: le stime parlano di 1,5mld di € di PERDITE durante la sua gestione. Al termine del suo processo di "salvataggio", l'eroe Cimoli incassò stipendio e sostanziosa liquidazione. Durante il 2° Governo Berlusconi, visto i meriti acquisiti sul campo, venne posto dell'Unto dal Signore in persona alla guida della claudicante Alitalia ("Vi darò il miglior dirigente d'Italia", disse lo psico-nano alla dirigenza della compagnia di bandiera). Era il 2004. Anche qui l'operato del Prescelto ottenne risultati incredibili! Alitalia, che già florida non era, vide sprofondare ulteriormente i suoi conti; il tutto per via delle scelte dell'AD, un AD totalmente incapace di pensare al benessere dell'azienda piuttosto che al suo.
In questo caso, ancora più grave di Trenitalia, la buonuscita per Cimoli, prevista dal contratto PER OGNI caso di rescissione, era di 8mln di €. Questi soldi, grazie a Spinetta, non sono ancora stati pagati al genio dei fallimenti, che comunque per i 17 giorni lavorati a Gennaio 2007 ha percepito ben 130.000€ (circa)!
Ma la cosa che più mi fa schifo di questa vicenda, come di altre analoghe, è che il fallimento economico dell'azienda peserà solo sui lavoratori (perchè perdono il posto) e sulla collettività (cassa integrazione, disservizi, aumento dei costi, riduzione dell'offerta etc..). Nell'indecorosa vicenda di Alitalia, il Governo ha sbagliato tutto il possibile: si è intromesso nel mercato a fini elettorali; ha esercitato continue pressioni sul Commissario straordinario Fantozzi ribadendo che eventuli compagnie straniere avrebbero potuto avere al massimo una quota di minoranza; ha colpevolizzato piloti e sindacati, come se il fallimento della compagnia fosse colpa loro; con un decreto OVVIAMENTE NON PUBBLICIZZATO (nessuno ne parla...) ha previsto un "salvacondotto" per la dirigenza (Cimoli in primis) che non dovrà tirare fuori un € per i danni che ha combinato, e che, con tutta probabilità, manterra posto di lavoro e stipendio (magari con un bell'aumento-premio).
Non bisogna essere dei geni (o dei comunisti) per rendersi conto dell'insanità di questo modo di agire. Con i recenti fallimenti negli USA, il Congresso ieri ha messo in discussione una legge che impedisca ai top-manager (ma serebbbe più corretto chiamarli "top-ladrer") d'involarsi con la cassa dell'azienda che hanno gettato sul lastrico. Insomma, nella patria del capitalismo lo stato sancisce (sperando che la legge venga approvata e poi non elusa nella pratica) che i costi del fallimento di un'azienda vengano pagati anche da chi, in sostanza, li ha provocati, e non solo dai lavoratori.
Ci arriveremo mai anche noi? Ovviamento no! Quando copiamo gli USA (che per buona parte della nostra classe dirigente costituiscono il Verbo) lo facciamo solo per le cose che ci convengono..
Chiudo dando un suggerimento al Premier-cazzaro: la Società Ponte sullo Stretto si avvia già verso la passività (anche se fin'ora i lavori si sono limitati all'acquisto di parte dei terreni necessari e alla posa dei due piloni [uno in Sicilia, l'altro in Calabria] che indicano l'inizio e la fine del Ponte), quindi perchè non anticipare i tempi e nominare AD Cimoli? Poveraccio, è pure disoccupato al momento!
mercoledì 24 settembre 2008
Esito del sondaggio
Anche se, purtroppo, otto votanti non costituiscono un "campione rappresentativo", l'esito è chiaro: a potersi fare, gli italiani prenderebbero a martellate Berlusconi.
Bisogna riconoscere che il premier ha ragione quando dice di essere in cima alle preferenze degli italiani, anche se, evidentemente, non come intende lui!
Al secondo posto troviamo la show-girl (ma mica più tanto girl..gli anni passano..) Ventura; la sua deprecabile attitudine all'urlo e le ancora più deprecabili trasmissini che conduce le valgono la piazza d'onore. E sempre sul podio, al terzo gradino, troviamo Zio Fester-Galliani; Genoa e Bologna hanno tolto il sonno a molti milanisti e l'AD del Milan ne ha pagato le conseguenze.
Mi stupiscono le zero peferenze ex-equo per Del Piero e Vespa: passi il secondo, untuoso verme di regime, che si può tranquillamente ignorare, ma pensavo che almeno un interista avvelenato col bianconero (che infiniti lutti addusse ai neroazzurri) l'avrei trovato...e invece...
Bisogna riconoscere che il premier ha ragione quando dice di essere in cima alle preferenze degli italiani, anche se, evidentemente, non come intende lui!
Al secondo posto troviamo la show-girl (ma mica più tanto girl..gli anni passano..) Ventura; la sua deprecabile attitudine all'urlo e le ancora più deprecabili trasmissini che conduce le valgono la piazza d'onore. E sempre sul podio, al terzo gradino, troviamo Zio Fester-Galliani; Genoa e Bologna hanno tolto il sonno a molti milanisti e l'AD del Milan ne ha pagato le conseguenze.
Mi stupiscono le zero peferenze ex-equo per Del Piero e Vespa: passi il secondo, untuoso verme di regime, che si può tranquillamente ignorare, ma pensavo che almeno un interista avvelenato col bianconero (che infiniti lutti addusse ai neroazzurri) l'avrei trovato...e invece...
domenica 21 settembre 2008
Torretta: una cartolina dalla Sicilia.
Torretta.
Torretta è un paesino di 3468 abitanti (Istat '01) in provincia di Palermo, una realtà come tante; ma allora, perchè occuparsene? Innanzitutto, perchè è una realtà che conosco bene, poi perchè mi è funzionale per parlare dell'argomento odierno: la mafia.
Un pò di storia, un pò di geografia.
La storia di questo paese è piuttosto antica, ma non la si ricorda per particolari avvenimenti ("Il Gattopardo" escluso); dotato in passato di un'ampia estensione geografica, il Comune si è andato restringendo sino alle dimensioni attuali, delimitate dai comuni di Palermo, Carini, Capaci, Isola delle Femmine e Monreale. Come location, Torretta non è del tutto priva di fascino: è sita in collina, e dista solo pochi km dal mare, di cui si ha una bella vista dal belvedere, piazzetta centrale e frequentata.
A livello architettonico, il "pezzo più pregiato" era il castello; dico era perchè è stato demolito e sostituito da una scuola. Attualmente, con un'intensa opera di recupero storico, potrebbe acquisire una certa importanza il "paese vecchio", ovvero le molte case abbandonate dopo la Seconda guerra mondiale e negli anni immediatamente a seguire. Si tratta di una zona, denominata "sopra il comune", che forse dice poco ai torrettesi di oggi, ma che invece ha un suo fascino agli occhi dei "turisti".
Per ulteriori informazioni rimando al sito di cui pubblico qui il link:
http://www.palermoweb.com/torretta/
Torretta e la mafia.
Se ora vi state chiedendo: "A Torretta c'è la mafia?", la mia risposta non può che essere affermativa. Intendiamoci, non c'è la mafia che spara per strada, chiede il pizzo alla luce del sole, piomba in piazza per rapire persone...Però il Comune è stato commissariato a lungo per infiltrazione mafiosa, e di questo paese sono originari alcuni importanti boss mafiosi.
Questo non deve stupire: la mafia è un'organizzazione storica e ben radicata nel tessuto sociale. E' nata come "servizio di protezione" (semplifico..) e si è trasformata nel corso dei decenni (ormai quasi secoli); deve la sua forza proprio alla capillarità: per questo è stata utile al fascismo per combattere i comunisti, ma anche ai "moderati" in fase di Costituente (la strage di Portella della Ginestra è del 01/05/1947) sempre contro i progressisti del tempo (PSI-PCI), agli Alleati durante le fasi dello sbarco (leggenda vuole che il comandante USA, appena entrato nella città di Palermo, abbia chiesto di Don Pippo Calò, boss palermitano), e poi lungo tutto il periodo della Repubblica sino ad oggi. La mafia, per le forze di governo (ovvero per il centrodestra, perchè "comunisti" in Sicilia non ne esistono), da sempre rappresenta un serbatoio di voti, di favori e di connivenze.
Torretta, allora. Torretta rappresenta l'archetipo della società siciliana; contiene tutto: i mafiosi veri e propri, quelli che "la mafia non esiste" (ma stanno ben attenti a non pestarle la coda..), quelli per cui la mafia c'è, ma è quasi invisibile e comunque non crea problemi. Poi ci sono quelli che sputano sulla mafia e parlano di cambiamento per far sì che nulla cambi (e sono i più mafiosi di tutti) ed, infine, quelli che la mafia la combattono con l'onestà delle loro azioni. Vorrei tanto poter dire che questi sono una maggioranza silenziosa e compressa da pochi forti, ma non credo sia così; temo, purtroppo, che siano una minoranza.
Mi spiego meglio: non ritengo che i mafiosi siano NUMERICAMENTE in maggioranza, ma è come se lo fossero, dato che il Paese sembra non voglia assolutamente cogliere le occasioni di cambiamento e troncare col passato. Questo è avvenuto anche alle recenti elezioni per il Sindaco. Pur essendo stata eletta una persona, come si direbbe, di specchiata onestà, fondamentale è stato l'apporto dei Giovani dell'Udc (gli stessi di Totò Cuffaro...) che di specchiata onestà non sono, e alla fine saranno loro a comandare. Da costoro, che parlano e parlano di lotta alla mafia, non è venuta nessuna iniziativa (chessò, una fiaccolata per esempio) in tal senso. Il motivo? Evidente conflitto d'interessi...Poichè la speranza è sempre l'ultima a morire, non precludo alcuna ipotesi; certo se dovessi vedere esponenti dell'Udc combattere attivamente la mafia, dovrei riconsiderare la quasi totalità delle mie certezze..ma lo farei ben volentieri!
Io e Torretta.
Prima che uno dei miei 3 lettori si faccia una strana idea, premetto che io amo Torretta. E' il paese originario dei miei, io stesso sono nato lì vicino (a Carini); lì abitano quasi tutti i miei parenti e molti miei cari amici. Quasi tutte le estati della mia vita le ho passate lì, e ne serbo ricordi bellissimi.
A maggior ragione, il mio rammarico per lo stato delle cose è tanto; vorrei che le cose cambiassero in meglio, ma dispero che questo accada me vivente. Chissà quante generazioni ci vorranno ancora.
I notabili.
In ultimo, vorrei parlare di certe figure del Paese, quasi "mitologiche" ma per lo più caricaturali, macchiettistiche.
Il prete, Padre Tommaso: più che un prete, è un incrocio tra un politico ed un santone. Vera autorità del luogo, esprime la sua forza in occasioni come la Processione di San Calogero (il patrono). Ammanicato con l'Amministrazione pubblica, ottiene quello che vuole in quanto autorità religiosa, neanche fosse il papa. E' dotato di tariffario per la celebrazione dei sacramenti (per un matrimonio, ci vogliono mediamente 250€) e sospettato di vendere indulgenze.
Il circolo politico. In origine era il "pio-pio", luogo dove ci si ritrovava per vedere la televisione (inizialmente, l'avevano in pochi). Spadroneggiava, ovviamente, la DC. Si narra che durante le tornate elettorali anche i vecchietti invalidi venissero portati a braccia al seggio elettorale. L'indicazione era di "votare p'signuruzzu" (votare per il signore, Gesù Cristo, ovvero per la DC). Sostituito in tempi più recenti dal circolo di Forza Italia, e quindi da quello dell'Udc, rappresenta sempre e comunque la vera anima del paese: reazionaria e connivente.
Gli smanettoni in motorino. Rigorosamente senza casco, la loro specialità è l'impennata sulle numerose salite del Paese. Durante le notti estive si esercitano con particolare assiduità. In confronto alle zanzare-tigre nostrane, quest'ultime sono quasi un sollievo. Ogni tanto qualcuno cade, ma, purtroppo, gli esiti infausti sono rarissimi...
I "best-lapper". Alla guida di macchine spesso nuove, spesso assettate, sempre costose, finestrini chiusi e Peppino di Capri sparato al massimo dall'autoradio, girano per il paese rombando, in barba al caro-carburanti, alla circolazione stradale e alla quiete dei residenti. Dove trovino i soldi per certe macchine nessuno lo sa, ma tutti lo sospettano.
L'Imprenditore. Torretta è forse l'unico paese che conosco che, pur avendo un propria sorgente a monte (la Favarotta), soffre l'emergenza idrica. E dove l'acqua scarseggia, questa diventa preziosa. Signore delle acque, degno erede di Mosè, è il più prosaico Mommo Guercia (e discendenza). Mafioso?Mah...Il ghiaccio non è forse freddo?!
La vigilessa. Una piazza-multe coi gradi di Capitano..una cosa assurda. Anche costei, pugno di ferro in guanto d'acciaio, sembra disegnata appositamente per il luogo: non vede i ragazzetti impennare in motorino, ma prova a soffiarle il suo parcheggio (in righe bianche, quindi libero) e vedi che ti succede!
Torretta è un paesino di 3468 abitanti (Istat '01) in provincia di Palermo, una realtà come tante; ma allora, perchè occuparsene? Innanzitutto, perchè è una realtà che conosco bene, poi perchè mi è funzionale per parlare dell'argomento odierno: la mafia.
Un pò di storia, un pò di geografia.
La storia di questo paese è piuttosto antica, ma non la si ricorda per particolari avvenimenti ("Il Gattopardo" escluso); dotato in passato di un'ampia estensione geografica, il Comune si è andato restringendo sino alle dimensioni attuali, delimitate dai comuni di Palermo, Carini, Capaci, Isola delle Femmine e Monreale. Come location, Torretta non è del tutto priva di fascino: è sita in collina, e dista solo pochi km dal mare, di cui si ha una bella vista dal belvedere, piazzetta centrale e frequentata.
A livello architettonico, il "pezzo più pregiato" era il castello; dico era perchè è stato demolito e sostituito da una scuola. Attualmente, con un'intensa opera di recupero storico, potrebbe acquisire una certa importanza il "paese vecchio", ovvero le molte case abbandonate dopo la Seconda guerra mondiale e negli anni immediatamente a seguire. Si tratta di una zona, denominata "sopra il comune", che forse dice poco ai torrettesi di oggi, ma che invece ha un suo fascino agli occhi dei "turisti".
Per ulteriori informazioni rimando al sito di cui pubblico qui il link:
http://www.palermoweb.com/torretta/
Torretta e la mafia.
Se ora vi state chiedendo: "A Torretta c'è la mafia?", la mia risposta non può che essere affermativa. Intendiamoci, non c'è la mafia che spara per strada, chiede il pizzo alla luce del sole, piomba in piazza per rapire persone...Però il Comune è stato commissariato a lungo per infiltrazione mafiosa, e di questo paese sono originari alcuni importanti boss mafiosi.
Questo non deve stupire: la mafia è un'organizzazione storica e ben radicata nel tessuto sociale. E' nata come "servizio di protezione" (semplifico..) e si è trasformata nel corso dei decenni (ormai quasi secoli); deve la sua forza proprio alla capillarità: per questo è stata utile al fascismo per combattere i comunisti, ma anche ai "moderati" in fase di Costituente (la strage di Portella della Ginestra è del 01/05/1947) sempre contro i progressisti del tempo (PSI-PCI), agli Alleati durante le fasi dello sbarco (leggenda vuole che il comandante USA, appena entrato nella città di Palermo, abbia chiesto di Don Pippo Calò, boss palermitano), e poi lungo tutto il periodo della Repubblica sino ad oggi. La mafia, per le forze di governo (ovvero per il centrodestra, perchè "comunisti" in Sicilia non ne esistono), da sempre rappresenta un serbatoio di voti, di favori e di connivenze.
Torretta, allora. Torretta rappresenta l'archetipo della società siciliana; contiene tutto: i mafiosi veri e propri, quelli che "la mafia non esiste" (ma stanno ben attenti a non pestarle la coda..), quelli per cui la mafia c'è, ma è quasi invisibile e comunque non crea problemi. Poi ci sono quelli che sputano sulla mafia e parlano di cambiamento per far sì che nulla cambi (e sono i più mafiosi di tutti) ed, infine, quelli che la mafia la combattono con l'onestà delle loro azioni. Vorrei tanto poter dire che questi sono una maggioranza silenziosa e compressa da pochi forti, ma non credo sia così; temo, purtroppo, che siano una minoranza.
Mi spiego meglio: non ritengo che i mafiosi siano NUMERICAMENTE in maggioranza, ma è come se lo fossero, dato che il Paese sembra non voglia assolutamente cogliere le occasioni di cambiamento e troncare col passato. Questo è avvenuto anche alle recenti elezioni per il Sindaco. Pur essendo stata eletta una persona, come si direbbe, di specchiata onestà, fondamentale è stato l'apporto dei Giovani dell'Udc (gli stessi di Totò Cuffaro...) che di specchiata onestà non sono, e alla fine saranno loro a comandare. Da costoro, che parlano e parlano di lotta alla mafia, non è venuta nessuna iniziativa (chessò, una fiaccolata per esempio) in tal senso. Il motivo? Evidente conflitto d'interessi...Poichè la speranza è sempre l'ultima a morire, non precludo alcuna ipotesi; certo se dovessi vedere esponenti dell'Udc combattere attivamente la mafia, dovrei riconsiderare la quasi totalità delle mie certezze..ma lo farei ben volentieri!
Io e Torretta.
Prima che uno dei miei 3 lettori si faccia una strana idea, premetto che io amo Torretta. E' il paese originario dei miei, io stesso sono nato lì vicino (a Carini); lì abitano quasi tutti i miei parenti e molti miei cari amici. Quasi tutte le estati della mia vita le ho passate lì, e ne serbo ricordi bellissimi.
A maggior ragione, il mio rammarico per lo stato delle cose è tanto; vorrei che le cose cambiassero in meglio, ma dispero che questo accada me vivente. Chissà quante generazioni ci vorranno ancora.
I notabili.
In ultimo, vorrei parlare di certe figure del Paese, quasi "mitologiche" ma per lo più caricaturali, macchiettistiche.
Il prete, Padre Tommaso: più che un prete, è un incrocio tra un politico ed un santone. Vera autorità del luogo, esprime la sua forza in occasioni come la Processione di San Calogero (il patrono). Ammanicato con l'Amministrazione pubblica, ottiene quello che vuole in quanto autorità religiosa, neanche fosse il papa. E' dotato di tariffario per la celebrazione dei sacramenti (per un matrimonio, ci vogliono mediamente 250€) e sospettato di vendere indulgenze.
Il circolo politico. In origine era il "pio-pio", luogo dove ci si ritrovava per vedere la televisione (inizialmente, l'avevano in pochi). Spadroneggiava, ovviamente, la DC. Si narra che durante le tornate elettorali anche i vecchietti invalidi venissero portati a braccia al seggio elettorale. L'indicazione era di "votare p'signuruzzu" (votare per il signore, Gesù Cristo, ovvero per la DC). Sostituito in tempi più recenti dal circolo di Forza Italia, e quindi da quello dell'Udc, rappresenta sempre e comunque la vera anima del paese: reazionaria e connivente.
Gli smanettoni in motorino. Rigorosamente senza casco, la loro specialità è l'impennata sulle numerose salite del Paese. Durante le notti estive si esercitano con particolare assiduità. In confronto alle zanzare-tigre nostrane, quest'ultime sono quasi un sollievo. Ogni tanto qualcuno cade, ma, purtroppo, gli esiti infausti sono rarissimi...
I "best-lapper". Alla guida di macchine spesso nuove, spesso assettate, sempre costose, finestrini chiusi e Peppino di Capri sparato al massimo dall'autoradio, girano per il paese rombando, in barba al caro-carburanti, alla circolazione stradale e alla quiete dei residenti. Dove trovino i soldi per certe macchine nessuno lo sa, ma tutti lo sospettano.
L'Imprenditore. Torretta è forse l'unico paese che conosco che, pur avendo un propria sorgente a monte (la Favarotta), soffre l'emergenza idrica. E dove l'acqua scarseggia, questa diventa preziosa. Signore delle acque, degno erede di Mosè, è il più prosaico Mommo Guercia (e discendenza). Mafioso?Mah...Il ghiaccio non è forse freddo?!
La vigilessa. Una piazza-multe coi gradi di Capitano..una cosa assurda. Anche costei, pugno di ferro in guanto d'acciaio, sembra disegnata appositamente per il luogo: non vede i ragazzetti impennare in motorino, ma prova a soffiarle il suo parcheggio (in righe bianche, quindi libero) e vedi che ti succede!
giovedì 18 settembre 2008
Esercito e prostituzione
Negli ultimi anni il concetto di "sicurezza", in ambito politico, ha sostituito altri fattori prima decisivi nella preferenza di voto.
Certo, "sicurezza" è un termine ampio, che può ricomprendere tanto l'aspetto economico (tutela nel lavoro, ampia offerta lavorativa, potere d'acquisto dello stipendio...) quanto quello della delinquenza.
Fra le tante varianti, è sta scelta per l'appunto quest'ultima, che a prima vista, sembra la più facile da affrontare. Vediamo perchè. Innanzitutto, è stata commessa una prima, erronea, parificazione: immigrato=criminale; ci siamo cioè convinti che senza gli immigrati il nostro Paese sarebbe un Eden. Ma se solo proviamo a ragionarci su un momento, anche limitandoci alle sole notizie dei Tg, è difficile non accorgerci di come questa parificazione sia quantomeno fuorviante. Si, è vero: ci sono immigrati, per lo più clandestini, che delinquono. Ma molti fatti di "cronaca nera" sono compiuti da italiani, e spesso a danni di stranieri. Su questo punto potrebbe essere indicativo l'omicidio del giovane "Abba" a Milano, sul quale non mi sono soffermato per una semplice questione di pietà. Ma non nei confronti dell'assassinato, ma degli intervistati sul fatto: dall' "uomo della stada" sino alle istituzioni cittadine e nazionali, si sono sentite le più aberranti giustificazioni...C'è stato chi ha rimproverato ad Abba di aver rubato quei biscotti, chi ha ritenuto l'uccisione di un italiano (ma nero!) da parte di ITALIANI BIANCHI non degna per una manifestazione sulla sicurezza (il sindaco di Milano, L. Moratti) e chi ha giustificato gli assassini perchè non si ruba (la madre-moglie degli assassini). Di fronte ad un tale menefreghismo per la vita dei "diversi", avrei finito per scrivere un articolo pieno d'insulti, quindi mi sono astenuto.
Detto questo, riprendiamo il filo. Questo Governo, che si autodefinisce "del fare", ha scelto la strada dello spot, quella che gli è più congeniale ( e quindi "dell'illudere", "del truffare"), per risolvere la questione: l'Esercito nelle strade. Ma notizie di fermi effettuati dai militari, o di un particolare effetto di deterrenza non se n'è avute, salvo un pò di pubblicità nei Tg all'indomani del varo di questa trovata.
Però l'Esercito dà sicurezza al comune cittadino; vedere le strade pattugliate dai VM e dai Defender lo rende certo che nè la sua vita nè il suo habeo hanno di che temere. Ma è solo un'illusione psicologica, perchè la violenza si ripete ugualmente (e non sto qui a citare eventi delittuosi perchè non ho tutto il giorno..), e la sicurezza sociale non si crea dall'oggi al domani con misure esclusivamente tese a NASCONDERE il brutto che ci offende la vista.
Ma esattamente in questo senso vanno gli ultimi provvedimenti presi dal Governo e dai vari sindaci: ordinanze contro i mendicanti, contro le coppiette, contro i capannelli nei parchi, persino contro chi si gusta uno spuntino veloce o legge un libro godendosi la frescura degli alberi disteso sull'erba...L'ultima ordinanza contro il degrado è quella del Sindaco Alemanno contro prostitute e clienti. Il tema della prostituzione è delicato e complesso, ed andrebbe affrontato con molta intelligenza e preparazione (come fanno molti reparti della Polizia, che si appoggiano ad operatori sociali, psicologi, mediatori culturali, centri di accoglienza proprio al fine di salvare queste ragazze e restituirle ad una vita veramente migliore). Alemanno invece s'illude che bastino dei vigili col blocchetto delle multe in mano per risolvere brillantemente la questione. In verità, accade che le prostitute hanno adottato un abbigliamento meno appariscente e si sono spostate in zone meno "evidenti", come le fermate degli autobus; i verbali che vengono loro elevati non vengono pagati; molte scappano, altre reagiscono; i clienti pizzicati inventano le scuse più assurde, ma loro le multe dovranno pagarle sul serio..E forse è questo l'unico aspetto positivo per il sindaco: a 200€ a multa (perchè per ora siamo in regime provvisorio; a breve saranno 500€) il Comune incasserà una valanga di soldi...Poi ci sono anche degli aspetti grotteschi, in questa vicenda: i vigili sono autorizzati a fermare tutte le donne "in abiti succinti" che diano l'impressione di essere "in atteggiamento di adescamento"...Visto certi canoni modaioli, solo l'appropinquarsi dell'autunno salverà i vigili da ridicoli fraintendimenti. Immaginatevi la scena: in un caldo pomeriggio, una ragazza in minigonna attende, magari sul marciapiede o seduta su di una panchina, l'arrivo del fidanzato o di un'amica. Un vigile la vede, la giudica discinta e l'avvicina. Vigile: "Lei è in contravvenzione". Ragazza:"E perchè?" V.:"Sta adescando!" R.:"Ma io sto aspettando il mio ragazzo!" V.:"Ma davvero?!Mi scusi, sa, ma dal suo abbigliamento.." R.:"Mi sta dando della puttana???!" E così via...
Veramente ridicolo...Ma si sa, chi è causa del suo mal pianga se stesso...L'abbiamo voluto al governo (IO NO!!!)?! E allora, via di vasellina!
Certo, "sicurezza" è un termine ampio, che può ricomprendere tanto l'aspetto economico (tutela nel lavoro, ampia offerta lavorativa, potere d'acquisto dello stipendio...) quanto quello della delinquenza.
Fra le tante varianti, è sta scelta per l'appunto quest'ultima, che a prima vista, sembra la più facile da affrontare. Vediamo perchè. Innanzitutto, è stata commessa una prima, erronea, parificazione: immigrato=criminale; ci siamo cioè convinti che senza gli immigrati il nostro Paese sarebbe un Eden. Ma se solo proviamo a ragionarci su un momento, anche limitandoci alle sole notizie dei Tg, è difficile non accorgerci di come questa parificazione sia quantomeno fuorviante. Si, è vero: ci sono immigrati, per lo più clandestini, che delinquono. Ma molti fatti di "cronaca nera" sono compiuti da italiani, e spesso a danni di stranieri. Su questo punto potrebbe essere indicativo l'omicidio del giovane "Abba" a Milano, sul quale non mi sono soffermato per una semplice questione di pietà. Ma non nei confronti dell'assassinato, ma degli intervistati sul fatto: dall' "uomo della stada" sino alle istituzioni cittadine e nazionali, si sono sentite le più aberranti giustificazioni...C'è stato chi ha rimproverato ad Abba di aver rubato quei biscotti, chi ha ritenuto l'uccisione di un italiano (ma nero!) da parte di ITALIANI BIANCHI non degna per una manifestazione sulla sicurezza (il sindaco di Milano, L. Moratti) e chi ha giustificato gli assassini perchè non si ruba (la madre-moglie degli assassini). Di fronte ad un tale menefreghismo per la vita dei "diversi", avrei finito per scrivere un articolo pieno d'insulti, quindi mi sono astenuto.
Detto questo, riprendiamo il filo. Questo Governo, che si autodefinisce "del fare", ha scelto la strada dello spot, quella che gli è più congeniale ( e quindi "dell'illudere", "del truffare"), per risolvere la questione: l'Esercito nelle strade. Ma notizie di fermi effettuati dai militari, o di un particolare effetto di deterrenza non se n'è avute, salvo un pò di pubblicità nei Tg all'indomani del varo di questa trovata.
Però l'Esercito dà sicurezza al comune cittadino; vedere le strade pattugliate dai VM e dai Defender lo rende certo che nè la sua vita nè il suo habeo hanno di che temere. Ma è solo un'illusione psicologica, perchè la violenza si ripete ugualmente (e non sto qui a citare eventi delittuosi perchè non ho tutto il giorno..), e la sicurezza sociale non si crea dall'oggi al domani con misure esclusivamente tese a NASCONDERE il brutto che ci offende la vista.
Ma esattamente in questo senso vanno gli ultimi provvedimenti presi dal Governo e dai vari sindaci: ordinanze contro i mendicanti, contro le coppiette, contro i capannelli nei parchi, persino contro chi si gusta uno spuntino veloce o legge un libro godendosi la frescura degli alberi disteso sull'erba...L'ultima ordinanza contro il degrado è quella del Sindaco Alemanno contro prostitute e clienti. Il tema della prostituzione è delicato e complesso, ed andrebbe affrontato con molta intelligenza e preparazione (come fanno molti reparti della Polizia, che si appoggiano ad operatori sociali, psicologi, mediatori culturali, centri di accoglienza proprio al fine di salvare queste ragazze e restituirle ad una vita veramente migliore). Alemanno invece s'illude che bastino dei vigili col blocchetto delle multe in mano per risolvere brillantemente la questione. In verità, accade che le prostitute hanno adottato un abbigliamento meno appariscente e si sono spostate in zone meno "evidenti", come le fermate degli autobus; i verbali che vengono loro elevati non vengono pagati; molte scappano, altre reagiscono; i clienti pizzicati inventano le scuse più assurde, ma loro le multe dovranno pagarle sul serio..E forse è questo l'unico aspetto positivo per il sindaco: a 200€ a multa (perchè per ora siamo in regime provvisorio; a breve saranno 500€) il Comune incasserà una valanga di soldi...Poi ci sono anche degli aspetti grotteschi, in questa vicenda: i vigili sono autorizzati a fermare tutte le donne "in abiti succinti" che diano l'impressione di essere "in atteggiamento di adescamento"...Visto certi canoni modaioli, solo l'appropinquarsi dell'autunno salverà i vigili da ridicoli fraintendimenti. Immaginatevi la scena: in un caldo pomeriggio, una ragazza in minigonna attende, magari sul marciapiede o seduta su di una panchina, l'arrivo del fidanzato o di un'amica. Un vigile la vede, la giudica discinta e l'avvicina. Vigile: "Lei è in contravvenzione". Ragazza:"E perchè?" V.:"Sta adescando!" R.:"Ma io sto aspettando il mio ragazzo!" V.:"Ma davvero?!Mi scusi, sa, ma dal suo abbigliamento.." R.:"Mi sta dando della puttana???!" E così via...
Veramente ridicolo...Ma si sa, chi è causa del suo mal pianga se stesso...L'abbiamo voluto al governo (IO NO!!!)?! E allora, via di vasellina!
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